Geotermico

Descrizione
Un impianto geotermico a bassa entalpia sfrutta la temperatura costante del terreno durante tutto l’anno negli strati più superficiali fino a una profondità di 100 metri circa, in Italia compresa tra i 12 e i 17 °C. Questa caratteristica del terreno superficiale consente di estrarre calore da esso in inverno in modo semplice ed efficiente e di utilizzarlo come sorgente fredda in estate.

In alternativa al terreno è possibile utilizzare l’acqua di falda o di bacini lacustri con soluzioni tecniche similari. La geotermia a bassa temperatura è ideale sia per applicazioni di piccola scala (abitazioni singole) che di scala medio-grande (condomini, terziario, industriale). Essa permette un ottimale riscaldamento invernale e raffrescamento estivo degli ambienti, nonché la produzione di acqua calda sanitaria.

Per poter usufruire della naturale energia contenuta nel sottosuolo è necessario avvalersi di pompe di calore in genere elettriche, accoppiate a scambiatori termici detti “sonde geotermiche”. Le pompe di calore geotermiche rappresentano l’elemento fondamentale dell’impianto, in quanto permettono il trasferimento dell’energia termica presente nel terreno agli ambienti da riscaldare (funzionamento invernale) e viceversa (funzionamento estivo).

In natura il calore tende a spostarsi da una zona a temperatura più alta a una a temperatura più bassa. La pompa di calore, tramite la somministrazione di energia elettrica, contrariamente a quanto avverrebbe naturalmente, trasferisce il calore da una sorgente a temperatura più bassa (denominata sorgente fredda) a una sorgente a temperatura più alta (denominata pozzo caldo).
Nel caso delle pompe di calore geotermiche la sorgente fredda è rappresentata dal calore della terra, mentre la sorgente calda dall’aria o dall’acqua che circola all’interno dei terminali di riscaldamento.

Vantaggi
• assenza, presso l’impianto, di emissioni di CO2 e altre emissioni inquinanti in atmosfera con conseguente beneficio globale in termini di salvaguardia dell’ambiente;
• costi di esercizio inferiori rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento (fino al 60% in funzione della fonte sostituita);
• costi di manutenzione ridotti al minimo;
• comfort ambientale.

Componenti dell'impianto
• un sistema di captazione del calore;
• una pompa di calore elettrica;
• un sistema di accumulo e di distribuzione del calore.

Tipologie di impianto
Impianti con sonde geotermiche verticali: è una soluzione che sfrutta il calore presente in profondità nel terreno, che fi no a 100-130 metri presenta temperature fisse di 12-17 °C. Viene praticato un foro (di circa 10-15 cm di diametro) nel terreno per mezzo di una macchina perforatrice e viene inserita una sonda geotermica: tramite la circolazione del fluido termovettore in profondità viene assorbito il calore, scambiato in superficie all’interno della pompa di calore. L’impianto occupa poco spazio e può essere installato anche su piccoli terreni; anche il lavoro di ripristino dopo avere effettuato la perforazione è minimo;
Impianti con sonde geotermiche orizzontali: questa tecnologia oltre a sfruttare il calore del terreno risente dell’irraggiamento solare accumulato negli strati superficiali del terreno. I collettori orizzontali sono, come le sonde verticali, degli scambiatori in materiale plastico,interrati orizzontalmente a circa 1-2 metri di profondità. La posa di collettori orizzontali richiede grandi superfici, che a seconda dei casi corrispondono dalle due alle tre volte la superficie interna da riscaldare/raffrescare;
Impianti che sfruttano l’acqua come sorgente termica: L’acqua per essere sfruttata come sorgente termica, in alternativa al terreno, deve essere vicina all’edificio in cui è installata la pompa di calore. Negli impianti che utilizzano l’acqua di falda o di superficie, è l’acqua stessa che può fare sia da fluido termovettore che da sorgente termica.
Questi sistemi, detti a circuito aperto, necessitano di attente valutazioni e analisi sulla qualità dell’acqua e sulla quantità disponibile, al fine di evitare impatti negativi sulla falda acquifera.
Di norma va prevista la reimmisione in falda dell’acqua prelevata: vanno realizzati quindi due pozzetti, uno di estrazione e l’altro di reiniezione dell’acqua di falda.
Gli impianti geotermici ad acqua di falda sono particolarmente validi per edifici di medie e grandi dimensioni, anche in considerazione del fatto che oltre al consumo imputabile alla pompa di calore, occorre prevedere una pompa elettrica per l’estrazione dell’acqua

Durata dell'impianto
Gli impianti geotermici fanno uso di componenti altamente affidabili e a ridotta manutenzione.
Nello specifico le pompe di calore raggiungono agevolmente una vita utile di 20-28 anni mentre le sonde geotermiche e gli altri componenti accessori possono funzionare senza problemi per molte decine d’anni (fino a 80-100 anni).

Incentivi
La “sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale” con impianti geotermici a bassa temperatura o a bassa entalpia può beneficiare del regime ­fiscale agevolato consistente nella detrazione d’imposta del 65% in fase di dichiarazione dei redditi. Le spese sostenute entro il 31 Dicembre 2014 sono detraibili in 10 quote annuali di pari importo.
Per saperne di più scarica la Guida al risparmio energetico e agevolazioni fiscali.

In alternativa alle detrazioni fiscali, il DM 28-12-2012 ContoTermico ha introdotto un nuovo sistema incentivante per la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con impianti geotermici e/o solari termici; a differenza delle detrazioni fiscali, che prevedono l'importo cui si ha diritto detratto dall'Irpef in 10 rate uguali in altrettanti anni, il Conto Termico fa avere il contributo in due anni e non come detrazione, ma versato direttamente in conto corrente.



 

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